Mostra su Ambrogio Lorenzetti, (1285-1348), Siena, Santa Maria della Scala (ott 2017- ago 2018). Etichette
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Come il pane e il vino
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Chiese la luna a una stella "perchè non mi porti a ballare? “ Le rispose, danzando pian piano più vicina per stringerla a sé. Adesso ogni notte le vedo in più stretti volteggi danzare seguendo un ordíto, una trama quasi un rigo di note, chissà... Anche io ho incontrato una stella e le ho chiesto "mi porti a ballare? “ nel cielo ancor tinto di rosa in sul far della sera. Ora sempre la vedo brillare fosse anche la notte più nera ogni ora del giorno, ogni sera... e la sua, tra le mille, una voce, mi risponde e mi prende per mano io vi scorgo un ordíto, una trama quasi un rigo di note, chissà...
Buon Natale
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È stato un grido, uno squarcio nell'ispido cielo, grido forte ma dolce per uscire dal vuoto di Te. È volato su in alto, più in alto, è andato più su del Titano; la sua eco adesso rimbomba dal Gennargentu fino al Faetano. È nato, è nato il Bambino, è nato da un seno di donna, ragazza appena sbocciata che ha creduto, ha detto il suo sì Com'è accaduto anche a me, anche a te: poteva cancellarne il ricordo, di sogno, - una chiusura degli occhi - e invece fu un soffio di sì... Come a noi, c ome il mio grido alle stelle. Sei nato per quel soffio di sì, e innanzi a Te anche il cuore sussulta, anche il mio, anche il tuo, sussultan le stelle sussultan per quel soffio di sì.
Betelgeuse
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È tornata Orione, è tornata, l'ho vista, l'ho scorta in un fil di sereno stasera, a dirmi, tra le piogge e tra nebbie d'autunno, che la felicità c'è, e la sua essenza: è quel tempo in cui non si è mai più soli, e la gioia è quel luogo in cui non si è mai più lontani . È tornata Orione, è tornata, con la vicina Sirio, e la sua Betelgeuse è tornata a indicarmi la strada: la Tua Presenza, ogni giorno finché vien Primavera.
La mano e le mani.
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È come il sorgere del sole ogni mattina, o della luna nella notte scura, la presenza della tua vita nella mia . C ome se Qualcuno ci avesse messo l'un dentro l'altro per rinascere. C'è questa mano che mi tiene, e ci sono questo mio e questo tuo cuore che me la fan sentire. C ome l'argentea luna, riflessa su tutte le cose , che non mi fa più sentire il buio, il nulla, nella notte.
Il dono
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Quando perdo qualcosa - che pur tenevo con mano stretta e fermo il cuore - rimane vuoto o rabbia e più m'incaponisco, e ancora ancora cerco "quel che non c'è e che passa" . Quando mi viene in mente, invece, e penso che niente, niente dura, - lo vedo e poi l'afferro, ma si disfà ogni volta - mi guardo intorno e cerco "quello che non finisce" . Come un intreccio, a volte, - peduncoli tra i pampini - nascono i miei pensieri avvinghiati al par di viticci, e stretti a quello che porta il giorno. Sol quando all'improvviso, punto di fuga, il Tuo volto, qual lampo di sereno, strappa al vuoto ed al grigior del cielo, il grido... rivedo, risento, in fondo alla ferita quel grido, quasi un'eco, di cui son fatto. E rinasco come il sole dalla notte, come un bimbo: spalanca gli occhi, vede...
Avvenne in un pomeriggio d'estate.
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Usata, e buttata, sono stata usata fin dall'inizio, corteggiata con le lusinghe, di un Amore eterno (?) , come fosse tutto vero, come se la verità esistesse. E poi brutalizzata, al momento opportuno schifata, umiliata, lasciata, sola sul gelido marmo che sol la morte... o che fosse un prato, non importa, sempre morte, stuprata. Resa nulla, indifesa, vergogna di tutti, a dirmi che la verità non esiste, a me che tutto per quell"Amore ho dato. E in realtà era solo mio, non tuo, non loro, non vostro, di chi ci circonda, finzione. Non c'è più nulla, ora, e nessuno, nella mente e nel cuore, nel toccarmi: "ci sono?", negli occhi; recise le mie radici voglio solo dimenticare, per non morire. Non toccarmi, non guardarmi, non cercarmi tu che credi di capire il mio strazio, e banalizzi il mio star male, tu che non c'eri, o se c'eri non gu...
Come è nata "Le soleil..."
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Quando Beatrice, raccontandoci del test per l'ingresso alle scuole di specializzazione, che aveva appena superato, si è soffermata sulle domande di cardiologia, io ho immediatamente pensato a Dio, perché Dio, come il battito del cuore, è la vita. Quando Beatrice era piccola piccola, glielo dicevo spesso: "ogni tanto fermati ad ascoltare il battito del tuo cuore, lo senti? È Dio che bussa alla tua porta". Mi è venuto in mente il rumore che il cuore fa quando le sue valvole si aprono e si chiudono per pompare il sangue nelle arterie. Sentito con il fonendo, assomiglia al rumore di una vela riempita dal vento. Per descrivere questo rumore, di solito, si usano dei termini onomatopeici: tum-ta in italiano, lubb-dub in inglese, frou-ti in francese. Non so perché, in quell'istante mi son ritrovato a rivolgermi a Dio usando questi termini, parlando con Lui in francese e poi in inglese, e Gli ho detto: "Tu sei tutto il mio bene, il sorgere continuo della vita in m...
Solstizio d'estate
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U n giorno è sorto oggi che sembra mai finire. L'ordito è l'anima, il filo è il Tuo immenso abbraccio che, intersecandosi su me, mi tesse e mi con-prende. N ella terra del sole - qui nasce, e muore e subito rinasce, siccome ogni volta rinasce il cuore - è come tuffarmi nel suo riflesso, pieno di vita. E meno ti posso io trattenere più mi trattieni Tu, e m'attiri, come l'acqua alla sorgente, sua vita, sempre sgorga per andar lontana. Q uesto è per me il Tuo sguardo, che non possiedo, è solo esser guardato. N ell'estate il frutto maturo, e le messi nei campi, e l'amore... fra le spighe è il raccolto, nell'ultimo orizzonte.
Come è nata "La Risacca".
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Pieno di gioia per gli esercizi spirituali appena terminati, e pieno di commozione per la notizia sulla causa di beatificazione del caro don Giussani, ero ospite di amici a San Marino. Dopo la cena, ho manifestato loro il mio stato d'animo dicendo: "La mia gioia non la manifesto platealmente, ma è come una forza che ho dentro, è un po' come la risacca del mare che tutto prende in un vortice, prima di espandersi". Salito poi in camera per la notte e immersomi col pensiero in quell'immagine della risacca e del mio mare di Sardegna, è nata la poesia. ____________________________________ La risacca è quell'onda di ritorno che il mare genera quando, frangendosi sulla battigia, si ritira, e risucchia e trascina la sabbia e tutto quello che vi si trova. Nel mio pensarmi là, non c'erano solo la forza e la potenza del mare, c'erano i gabbiani che arrivano sulla spiaggia verso sera, e poi si rialzano in volo, e la carrucola che serve per tirare in secco la ...
Senza nome
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Così bella allo sguardo, t'ho guardata - come arciere che afferri con mano tesa la saetta - per catturare con gli occhi il segno, - ché permanga nel cuore - della Bellezza che non ha pari. Ed è stato come scoprir l'Amato , e così darmi ancor più la vita. F orse è una sensazione che anche tu qualche volta hai provato, questo voler afferrare il fulmine per trattenerlo e perché rimanga. Con la consapevolezza che non sei l'unico arciere, ce n'è un Altro, Lui che ti fa, e le sue saette colpiscono il cuore e lo fanno vivere.
Il mio battito d'ali
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Vorrei scrivere di Te, ma che posso io mai dire se non vedo le tue mani se non sento il tuo parlare e mischiare non ci è dato il nostro riso e il nostro pianto? Lascia almeno che Ti pensi come in cielo guardo il sole che tramonta e poi rinasce che colora rosso fuoco e che fa sbocciare il fiore o la luna che compagna ogni notte ci si fa, nell'immensa solitudine che dilata mente e cuore. Non mi è dato di afferrarTi ma mi prendi, mi trasporti, Tu se'-il mio battito d'ali, con Te posso trasvolare. Tu sei sangue nelle vene mi dai vita, sicurezza. abbondanza delle messi infinita tenerezza, sei la forza, come il mare la mia sete e la mia brezza. Lascia ch'io possa sentire questo velo che tu sei suggerirmi dove andare, lascia ch'io possa vederTi in un mare di certezza, quando manchi, ritrovarTi, e non perderti giammai. A quell' Amore che rende viva la mia vita
L'istante
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Ma che mistero è la mia vita, la tua, la nostra compagnia, di fronte d'improvviso a questa luna comparsa tra le nubi. Amo l'istante, l'ho sempre amato il lampo di luce il volo di un falco, le ali di un gabbiano, il nascere di un fiore Son li davanti a me, per dono , davanti agli occhi, aperti-spalancati, e mai non muoiono, rimangono, son strada del per-sempre. Ma che mistero questa mia vita, il cuore tuo, il mio, che piange e ride , che batte oggi che batterà per sempre .
La Speranza
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Puoi fermarti un momento, al primo porto, la prima baia, alla prima tumida spiaggia, ma non puoi scappare. È dentro te, e sempre ti porterà, sei tu, fatto per partire, ad ogni porto approdare per poi - "lo spron che punge" - di nuovo andare. È come l'amore, l'ímpeto, il cuore che mai s'acquieta, fatto promessa e attesa, il battito che se si ferma scivola via la vita. Non puoi fermarti, puoi scappare, puoi nasconderti, puoi negare, dimenticare, ma sempre ritornerà. Come la nostalgia, che non ti puoi strappare, la casa del Tu a cui sempre andare. Rif.: L. Giussani, Il Senso Religioso, Atteggiamenti irragionevole di fronte all'interrogativo ultimo. (cap 6 e 7)
Per Maria Paola
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O gni volta che penso ai tuoi occhi è come veder sbocciare all'improvviso un fiore aprirsi la corolla, tutta rivolta al cielo in tutto il suo colore; mostrarsi aperto il calice, antéra, pistillo e stimmi, tutti rivolti al cuore . C he, almeno in quel momento è ripreso, anche nel mio dolore riacciuffato, defibrillato, stretto in abbraccio e ricomincio, ad occhi chiusi tra le tue mani, a risentirmi ancora, - come ti ho, io prima - Amata .
La risacca
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Q uando lo sciabordio dell'acqua sulla riva, e un volo di gabbiano, e il cigolio della carrucola arrugginita dal salino - che solleva la barca per l'alaggio - grido del cuore , s'incontrano un gorgoglío sordo inghiotte il mare mascherato dallo scalpiccío della granella. È il suono del frangente che impatta l'onda e tutta la sua forza risucchia e implode. S chiuma la risacca e ne senti il ruggito, rimbombo di tuono cupo, stridor di graffito che già prima si stendea nell'attesa, si stringeva, si tendeva, raggrumava, pollinava, impetuosa presagiva, respirava l'azzurro cielo sopra lei. C osì è la gioia del mio aver Ti visto, e parlato e amato, ché se non trattenuta nel contorno della goccia, che fa il mare, di un'esplodere tremar farebbe il cielo e il mare stesso, e quand'anche le pareti. M a resta lì, detonator del cuore , a dirmi, e sottovoce a dirti, che...
La mia Pasqua con Maddalena.
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Ho bisogno di guardarti per ridirti il grande amore, ho bisogno dei tuoi occhi per aprirti tutto il cuore I tuoi occhi son la luna le pupille son le stelle le tue labbra son le onde la tua voce è come il vento Le tue braccia son le querce che mi trovo tutt'intorno, le tue mani i miei fratelli; il tuo sguardo son sospiri di chi incontro tra la gente Non potrò giammai toccarti nell'attesa di quel tempo in cui sempre sarò tuo, ma già ora ti posseggo negli sguardi, nelle labbra, nei miei pianti e nel silenzio, mi avvicino a te fuggendo mi seduci e fai bruciare non il cuor, ma tutto intero. Non m'hai dato in quel bel tempo d'incontrarti e poi seguirti, di aspettarti, di cercarti, di ospitarti, di servirti, d'implorarti non ho visto chi cercava di spalmarti con unguento, o cospargere profumi e asciugarti coi capelli, ma ero là, dentro di lei, nei suoi gesti, nel suo capo tutto chino sui tuoi piedi Nel su...
Equinozio di primavera.
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Già volge al tramonto Orione con la splendente Rigel, ed alta è in cielo la luna piena di primavera. Suonano squilli dalle torri, in bronzo, per la sùbita Pasqua, rintocchi chiamano in alto i cuori vestiti a festa. S'erge lo stelo dei primi fiori i cieli solcano gli uccelli migratori tutto si desta, nel mondo in festa rivive il cuore. Nell'equinozio finisce il gioco, riprende il gioco, continua il gioco di buio e luce l'uno è mancanza, non vuoto; l'altra è pienezza, sempre cercata, quando c'è splende, se invece manca grida. Dall'est all'ovest, in ogni tempo grida nel cuor che nasce alla vita, grida nel cuore che sperando muore. Grida il Tu, grida l'Io, grida la vita.
Il nome del Tu
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C he fai, tu, luna lassù nel cielo, di questo buio che squarci il velo? Mi hai aspettato, e mi prendi per mano, mentr'io chiedevo sol l'infinito, che l'Infinito non sia lontano. " V ieni con me" - m'hai detto, a indicarmi la strada - e con un cenno della tua luce "oltre le stelle" mi vuoi portare. E d un subito pensiero mi afferra, ché quella è la strada di casa: Quel Tu che mi colma d'Amore, ed in me decide la vita, Quel Tu che mi fa, ed io sono. SdC Il senso religioso: sua natura - Jaca book 1986, pag. 78-81 Prima della solitudine sta la compagnia, che abbraccia la mia solitudine, per cui essa non è più vera solitudine, ma grido di richiamo alla compagnia nascosta. Come la luna, stanotte. Se si guarda un uomo, una donna, un amico, un passante, senza che echeggi in noi il riverbero di quella domanda che lo costituisce, il nostro non sarebbe un rapporto umano... non sarebbe ade...
Briciole di pane.
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Sul pavimento briciole di pane da raccogliere dopo il pasto appena consumato. Basterebbe non spazzare, non dovermi curvare, evitare i dolori alla schiena per compiermi, e rendermi felice? Solu Tu basti al mio cuore!, e pensare a Te, adesso, rende dolce il curvarmi, perché mi riempie di Te. Maggio 2022 Dopo gli esercizi della Fraternità
Visita medica – set point
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A volte ci è chiesto di passare attraverso la mera finitudine per guardare in fondo in fondo a noi e vedere che cosa basta al cuore. Per il poeta già questo è chiaro, ché, attraverso un velo, ei, sempre vede: “non solo corpo è la mia essenza, fatta di Dio e di tutti voi che amo“ . 28 gennaio 2024 Un amico in ospedale e una visita medica importante.