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Ricostruire l'umano

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Cristo in gloria, Abside di San Climent de Tahuil XII sec.,  ora museo dell'arte medievale, Barcellona Nell'epoca dell'intelligenza artificiale, che è entrata nella nostra vita quotidiana con un'accelerazione senza precedenti, in cui la tecnologia sviluppa attività che finora sembrava fantascienza poter delegare ad una macchina, mille sono le domande che ci si pongono, su chi e come la userà, su chi la programma, sull'impatto positivo o negativo sul lavoro.   Ma una sola  è la vera domanda: "Ed io, che sono?" L'uomo è fatto di domanda e di limite, e nemmeno la tecnica potrà mai modificare questo dato.  "Esaltare solo la forza, affidandosi ciecamente alla ricerca di nuovi mezzi tecnologici, significa censurare la realtà del limite». Per contro «rassegnarsi alla finitudine significa dimenticare la nostra natura spirituale aperta sempre a un oltre». (Quo vadis, humanitas? Commissione Teologica Internazionale) " In questo nostro tempo, le possibi...

Quasi Angelus

Forse che può un Oceano  di non-amore trasformarsi in Viscere e generare Amore? Può una grande gioia nascere da una ferita, e convivere con il dolore?     "La mia nave     ha urtato,     sul fondo     in qualcosa      di grande!"  Non immagini che tumulto,  che soprassalto a scoprire  che la vita rinasce in ogni istante dal Ventre di una Donna.     "E benedetto il frutto     del ventre tuo..." Tu, messaggero di quel Mistero,  hai squarciato il velo della mia trascuratezza per aprirmi la porta, stupito,  sulla vera vita. E mi hai riconsegnato tra le mani di Chi tutto può.     "lasciati fare....".

A Davide Buon Compleanno

A te, che sei nato  oggi son trent'anni, e che non ti è bastato il treno  con cui ti han portato, e oggi ne cavalchi  uno ogni giorno con cui sembri dire  "vado e ritorno" e che i tiri in porta  li pari d'istinto come se fossi  sempre in procinto... e tutti si chiedono  "cosa starà per fare?“ un grande augurio  ti vogliam portare: che sempre più avanti  tu riesca ad andare e rinasca ogni giorno  forte e dolce come l'onda  limpido, luminoso e grande  come il mare.  Buon Compleanno

Tu

Tu torni sempre,  come la luna:    - lei nella notte       in cui cerchiam la luce;       - tu quando alla mia porta bussan         il bello e il vero.  O forse sei una stella, e io non so, ma splendi così chiara da render la notte come il giorno.   E così, guardandoti,  la mente e il cuore illumini,  ed ogni persona o cosa a me dicono "amico!".  Mi fai scoprir me stesso  e l'altro TU,  quello "che move il sole e l'altre stelle" ,  e indica, e sostiene,  e aspetta.  E tutto mi diventa mio. 

Recuperare l'umano

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Cristo in gloria, Abside di San Climent de Tahuil XII sec.,  ora museo dell'arte medievale, Barcellona Di fronte alla pandemia, come alla guerra, o alla crisi economica, all'incertezza sul futuro, o alla disperazione di tanti, ci siamo chiesti più volte:  "Su  che cosa possiamo poggiare la nostra speranza?"  La scuola di comunità di quest'anno riparte da "Il senso religioso".  Nella sua introduzione, al teatro Dal Verme a Milano, Javier Prades,  parlando della situazione del mondo di oggi, definito da Papa Francesco "un cambiamento d'epoca", ci ha invitato a guardare il reale, come indicato da don Giussani all'inizio del libro  con la prima premessa, citando un testo di papa Benedetto XVI°:  “Viviamo un momento di grandi pericoli e di grandi opportunità per l’uomo e per il mondo, un momento che è anche di grande responsabilità per tutti noi. Durante il secolo passato le possibilità dell’uomo e il suo dominio sulla materia sono cresciuti...

Il sipario del mistero

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Quando accarezzo i miei seni io lentamente scosto da parte il sipario del mistero Com'è intenso ivi il colore rosso di quel fiore. Akiko Yosano

Il pallottoliere dell'amore

La tua mammella è come una mela dell'Australia.  Sono le tue mammelle come due mele dell'Australia. Giocare, che piacere,  dell'amore con quel pallottoliere!  Jaroslav Seifert

Timi Yuro - Hurt (1961

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I 'm so hurt To think that you, you lied to me I'm hurt Way down deep inside of me You said your love was true And we'd never, ever, ever part Now you want someone new And it breaks, it breaks my heart I'm so hurt Much more than you'll ever know Yes, darling, I'm so hurt Because, I still love you so But... but, even... Though you hurt me Like nobody else could ever do I would never ever hurt... hurt you ________________________________________ Sono  così ferito quando penso che tu, tu mi hai mentito mi fa male fino al profondo di me Avevi detto che il tuo amore era sincero e che non ci saremmo mai, mai lasciati Ora vuoi qualcuno di nuovo E questo mi spezza, sì, mi spezza il cuore Sono così ferito Molto più di quanto tu possa mai immaginare Sì, tesoro, sono così ferito Perché ti amo ancora così tanto Ma... ma, anche... Anche se mi hai ferito Come nessun altro potrebbe mai fare Non ti farei mai del male... mai fare del male a te. 

Il libro

i Sopra il leggìo di quercia è nell’altana, aperto, il libro. Quella quercia ancora, esercitata dalla tramontana, viveva nella sua selva sonora; e quel libro era antico. Eccolo: aperto, sembra che ascolti il tarlo che lavora. E sembra ch’uno (donde mai? non, certo, dal tremulo uscio, cui tentenna il vento delle montagne e il vento del deserto, sorti d’un tratto...) sia venuto, e lento sfogli — se n’ode il crepitar leggiero — le carte. E l’uomo non vedo io: lo sento, invisibile, là, come il pensiero... ii Un uomo è là, che sfoglia dalla prima carta all’estrema, rapido, e pian piano va dall’estrema, a ritrovar la prima. E poi nell’ira del cercar suo vano volta i fragili fogli a venti, a trenta, a cento, con l’impazïente mano. E poi li volge a uno a uno, lenta-  mente, esitando; ma via via più forte, più presto, i fogli contro i fogli avventa. Sosta... Trovò? Non gemono le porte più; tutto oscilla in un silenzio austero. Legge?... Un istante; e volta le contorte pagine, e torna ad ins...

Attrazione gravitazionale

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Eclissi totale di luna - 7 settembre 2025 O ggi che la luna scompare e ricompare - è la luna  che alla terra si nasconde,  non viceversa, e poi riappare -  penso  a come ti potrei vedere da lassù,  col mio binocolo  lunare.  I ntanto... tendo l'orecchio,   o meglio il cuore, e   ti   sento   anche senza sentirti: sento il bisbiglío forte  del mare,  quando s'increspa e travolge  e schiuma,  e la carezza lunga dell'onda  quando dolce s'acquieta e spiana;    sento  lo spumeggiar delle onde  infrante,  (così come mosto vivo ne' tini)   parlano e dicon  di vastità e di altezza poi del calore del focolare, parlan di noi,  della mia casa,  e della sua grande apertura alare.    C ome la luna   con le maree...  coi vini...  

22 luglio - Festa di Santa Maria Maddalena

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Giotto, "Noli me tangere" “Che amore è, quello di Maddalena,  che si fa da parte, che non osa levare gli occhi né guardare quel viso che ama, che considera una felicità già troppo grande il potersi avvicinare ai suoi piedi, che sospira e non parla;  che piange e non osa sperare in alcuna consolazione;  che dona tutto quel che ha e tutto ciò che è, e non osa neppure chiedere grazia? ".  “L’amore può tutto; l’amore osa tutto, l’amore non è solo libero e confidenziale, ma anche ardito e intraprendente.  Se è l’amore che ti spinge, Maddalena, che temi? Osa tutto, affronta tutto. L’amore non conosce limiti;  i suoi desideri sono la sua regola;  i suoi trasporti sono la sua legge;  i suoi eccessi sono la sua misura.  Esso teme solo di temere;  e ciò che lo autorizza a possedere è l’ardire di pretendere tutto e la libertà di affrontare tutto”. "L’amore di Maddalena non può osare il linguaggio della sposa.  Deve cantare attraverso le lacrim...

Forse ho tremato

Forse ho tremato come di ghiaccio fanno le stelle, no per il freddo, no per la paura, no del dolore, del rallegrarsi  o per la speranza, ma di quel niente che passa per i cieli e fiata sulla terra che ringrazia... Forse è stato come trema il cuore, a te, quando nella notte va via la luna, o viene mattina e pare che il chiarore si muoia ed è la vita che ritorna vita... Forse è stato come si trema insieme, così, senza saperlo, come Dio vuole... Franco Loi Forsi û tremâ cume de giass fa i stèll, no per el frègg, no per la pagüra, no del dulur, legriâss o la speransa, ma de quel nient che passa per i ciel e fiada sü la tèra che rengrassia… Forsi l’è stâ cume che trèma el cör, a tí, quan’ne la nott va via la lüna, o vegn matina e par che ‘l ciar se mör e l’è la vita che la returna vita… Forsi l’è stâ cume se trèma insèm, inscí, sensa savèl, cume Diu vör…

In mezzo al giardino

Qua è là - tra olivastri e lentischio,  palme nane, fiori di sulla, e giaggiuoli -  un melograno in fiore.  Tu sempre ardi di più vasti orizzonti, di aperte finestre d'azzurro,  di desideri di volo, e sei come la terra  di quei tuoi primi passi,  di quelli, diversi ma uguali,  di ieri e di oggi Tu sole che illumini tra increspature e bonaccia, Tu mare che inondi, vento che bagni lasci sul viso,  sulle mani e in cuore,  un brivido di sale che ne conserva  la memoria.   

Poesia

L a poesia nasce   in quella solitudine  che mai ci lascia soli,  dentro il tempo  ma non fatta di tempo.  E mischia  il tempo con l'eterno,  ne scopre i nessi e i richiami.  D ue separati mondi,  sempre tra lor connessi: N ei limiti,  che sfidano il mare: -  Tu, mare, che  la tua vasta distesa ora spiani ed ora increspi  dalla battigia all'Orizzonte - E nei legami  che sfondano il cielo  col de-siderio: -  tu, luna,  nel ciel così distante,  nel cuor vicina,  quasi sorella, amica -  L a poesia è approfondire le mani che ci tengono.        

Esercizi della Fraternità - dopo il sepolcro_vuoto

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Il mio limite, investito, pervaso dalla forza di un oceano di grazia,  che bussa e travolge. Un mare di bene e non c'è pericolo di perderlo,  o di smarrirmi nella solitudine di un niente: Lui è fedele.  Dei volti che mi indicano la strada: e i vostri occhi diventano i miei occhi,  le mie orecchie cercan la Sua voce,  le mie mani si protendono per toccarlo, la sua tunica, il suo mantello,  e i miei piedi poggiano saldi sulla terra  per correre avanti, dietro a Lui:   io che sono stato afferrato dalla nostra (dalla Sua) compagnia:  Egli stesso ,  irriducibile, fatto presenza. 

Aspettando il Marconi Express

Quanti eravamo, in coda,  ad aspettare!  Non c'era modo, il treno, come al solito,  era guastato: Marconi Express, e tu ti fidi?   (1) "Per la stazione ! ", iniziai a chiedere, "chi vuol venire?  In taxi,  dividiam la spesa,  si può  arrivare".  Scrutavo singoli e gruppi,  due massimo tre,  guardavo i volti, la premura, la libertà  in uno sguardo perso ma che si fidi. Cercai avanti, poi ritornai  fino alla fine della fila,   e ancora avanti, sempre chiedendo: "lei, voi, anche lei lì dietro,   sei in ritardo"?    (2) Poi apparisti Tu , di colpo, "ultima"...  ma non ultima,  e fu un subito barlume,  sutúra , sbocco  a rappacificarmi con il tutto ,   (3)    (4) poi, nel tempo,  luce viva  di stupore,   calmo e acceso,  quello che dura...   (5) Le poesie non andrebbero lette per capirle, ma per scoprire se dicono qualcosa anche a te...
Mostra su Ambrogio Lorenzetti, (1285-1348),    Siena, Santa Maria della Scala (ott 2017- ago 2018). Etichette